La rivolta dei semafori


Sciopero. Sciopero
generale. Dalle cittá alle grandi capitali.
Alle 7 e 29 di Martedí 31 Agosto,
come per tacito e magicissimo accordo
in tutto il paese
i semafori smisero di funzionare.

Un lampo rosso, in cima, inizialmente
(dicono, numerosi testimoni oculari.
Le autoritá non confermano).
Il black-out semaforiale totale, poi.

Come un'improvvisa caduta di corrente
- ma le insegne dei negozi, allora?

Un nulla silenzioso, ed inquietante.
(Un sibilo, forse, a saper ascoltare con attenzione,
a distinguerlo nel chiasso infernale
di clacson motori freni e guidatori).
Lo spegnimento generale.

Le prime telefonate. Proteste.
Controlli. Allarmi.
La confusione.
L'incredulitá.
I primi reportage della televisione.
Il caos che cresce.
Individuare i responsabili.
Le minacce ministeriali.
Il tentativo di individuare portavoce.
Aprire trattative?
Saranno stati i terroristi?!

L'opinione dei tuttologhi.
Le dirette. Le ipotesi.
Giornalisti preparano titoloni.

Poi, peró, alle 8 e 52 precise,
i semafori riprendono a funzionare.
(Fino alla prossima occasione.)

Aperte due inchieste della polizia civile,
tre della polizia militare, e una della polizia
federale. Destinate
in modo indistinto, e non troppo celere
a una comunissima,
placida, archiviazione.

E col tempo noi tutti dimenticheremo.